25 settembre- Riunione del Comitato di indirizzo di Milano 2046

Milano 2046
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Le molteplici attività svolte nel corso degli ultimi mesi, le ipotesi di estensione e di diffusione delle iniziative del laboratorio e l’avvio della ricerca Delphi, sono state l’oggetto di confronto e analisi nel corso della riunione del Comitato di indirizzo di 2046.

Sul fronte delle iniziative promosse, si sono valutati gli spunti emersi negli incontri con i rappresentanti delle Università milanesi, le Associazioni sindacali e di categoria, e le sollecitazioni e le riflessioni degli ex-sindaci sul futuro e il benessere della città.

Un’ulteriore diffusione nella città dell’iniziativa del laboratorio, farà leva in particolare sulla realizzazione di una rassegna cinematografica ispirata ai diversi domini del Bes, con successivo confronto con esperti delle diverse tematiche, e incontri pubblici con gli altri componenti del comitato di indirizzo, così come avvenuto con Carlo Sini, i quali tratteranno a partire dal loro specifico disciplinare la questione della progettualità del futuro e del benessere metropolitano.

Su un piano più strettamente scientifico, è stata proposta l’idea di coinvolgere gli atenei milanesi nella produzione di ricerca sul futuro, in particolare attraverso l’assegnazione di tesi di laurea sulle questioni della sostenibilità e della qualità della vita all’interno della cornice del Bes. È stata inoltre sottolineata l’importanza di attingere alla grande disponibilità di dati statistici comunali per realizzare “fotografie” mirate sull’attuale condizione dei cittadini, dalla salute, all’economia, al lavoro.

Milano 2046 porrà ancora maggiore attenzione ai giovani, sviluppando un loro più ampio coinvolgimento nel progetto,chiamandoli in prima persona a disegnare il futuro auspicabile della loro città. È stata più volte sottolineata la necessità di uno sguardo non solo su chi sta seguendo percorsi universitari, ma anche sui ragazzi che li hanno abbandonati o non li hanno mai intrapresi e stanno ai margini della società.

La questione generazionale si è subito legata a quella dell’invecchiamento della popolazione, portando alla riflessione su quanto sia importanza l’utilizzo dello strumento demografico non solo per interpretare il presente ma anche, e soprattutto, per anticipare le trasformazioni future. La demografia permette infatti di analizzare e proiettare i cambiamenti in atto consentendoci già da ora di prefigurare quale sarà la composizione sociale con un arco temporale molto ampio. Di riflesso, si possono ipotizzare scenari di cosa ci sarà nel 2046, di cosa non ci sarà più e di cosa potrebbe esserci di negativo che possiamo prevenire con adeguate politiche di intervento.

La discussione del progetto di una mappa dell’aspettativa di vita in riferimento alle fermate della metropolitana, sul modello londinese, ha introdotto la questione della salute dei cittadini e il tema della genetica sociale. Le differenze economiche e culturali hanno un impatto diretto sulla salute dei singoli. Una politica di prevenzione e informazione, in questa direzione, non avrebbe solo un valore etico ma risulterebbe in ultimo anche vantaggiosa in termini di risparmio e utilizzo delle risorse.

Il tema della salute fisica e del benessere individuale si lega inoltre strettamente a quello del lavoro. In questo ambito, pensando a inserimento al lavoro dei giovani e ricollocamento di chi l’ha perso, andrebbe posta maggiore attenzione alla persona, individuando percorsi di formazione più attenti alla persona e ai suoi bisogni, piuttosto che rispondere solo a urgenze dettate dai processi e dalle dinamichedell’economia.

Pensare a cosa potrebbe essere e cosa vorremmo fosse Milano tra 28 anni suggerisce, voltando lo sguardo al passato, di considerare cosa era 28 anni fa, nel 1988. Questa azione retrospettiva, considerando lo scarto tra la Milano di allora e quella di oggi, ci permette subito di cogliere quale potrebbe essere il salto culturale, economico, tecnologico nel 2046.

Per tornare allo specifico del laboratorio, è stato sottolineato come oggi si sia in presenza di una proliferazione di modelli alternativi al Bes per misurare la qualità della vita, e come questa realizzazione di cornici differenti possa portare a una dispersione delle energie e a confusione. Occorre infatti, per migliorare e innovare in modo efficace, lavorare “sul già costruito”.

Il Comitato di indirizzo, alla conclusione dei lavori, ha positivamente rilevato il salto di qualità fatto da Milano 2046 con le iniziative realizzate negli ultimi mesi e con quelle previste. Facendo perno sulle riflessioni e su gli stimoli scaturiti attorno alla ricerca Delphi, si è infatti arrivati a mettere in moto un processo di coinvolgimento della città e di diffusione della sensibilità ai temi del benessere e della progettazione del futuro di Milano, nella convinzione che solo uno sguardo di lungo periodo consenta di avere la necessaria cura e guida dei processi in atto nel presente.