Il Progetto

 

Il futuro nasce dalle scelte fatte nel presente

La Regina Bianca in Attraverso lo specchio di Lewis Carroll sente emozioni e sensazioni per qualcosa che ancora non è avvenuto ma che sta per accadere. Prova ad esempio dolore per uno spillo che la pungerà. Se sostituiamo al dolore felicità e benessere sociale, troviamo in questa inversione di causa ed effetto l’innesco ideale di ogni progressismo non velleitario. Il  futuro che auspichiamo, per concretizzarsi, deve mettere le radici del suo bene nel presente.

Forte di questa convinzione, la Presidenza del Consiglio Comunale di Milano ha promosso un laboratorio sul futuro che intende mettere al centro del suo lavoro la questione del benessere del cittadino e della collettività. L’obiettivo è quello di offrire agli organismi di governo della città delle ipotesi plausibili di azioni possibili per aumentare la qualità urbana.

Milano 2046 punterà a delineare una visione di lungo termine giustificata da un insieme di concretizzabili azioni di breve e medio periodo: due piani che interagendo indichino una direzione ideale e promuovano, al contempo, un movimento controllato verso un futuro auspicabile.

 

2046: perché…

Il 2 giugno del 1946, finita la guerra, è nata la Repubblica e ha avuto inizio la ricostruzione economica, politica, sociale, morale del Paese e della nostra città. Cosa accadrà cento anni dopo? Il laboratorio si prefigge di fare della risposta a questa domanda non una divinazione ma una prefigurazione. Di trasformarla, in altre parole, in quest’altra: Quale futuro prefigura la cura del benessere presente?

La data di riferimento del laboratorio è tratta dal titolo di un film del regista cinese Wong Kar-wai: un giornalista sta scrivendo un romanzo su un futuro in cui sarà possibile ritrovare i ricordi perduti. L’anno è il 2046.

Le visioni e le prospettive di futuro possono alimentare al meglio le trasformazioni e le spinte al cambiamento solo quando vengano tradotte in idee e progetti realizzabili, articolati sistematicamente in un processo unitario di cambiamento, all’interno del quale il presente della città rappresenti la semina del futuro. In questa direzione, il laboratorio vorrà essere alimento di fiducia sociale e desiderio, contrastando la paura – vera insidia del cambiamento – e facendo della speranza qualcosa non di indefinito ma di radicato in processi già attivi nel presente.

 

Un futuro equo-sostenibile

Il lungo termine di Milano 2046 non definisce un arco temporale di semplice previsione o auspicio, ma intende stimolare un processo di creatività che, facendo perno sui temi focali del lavoro e dell’innovazione, definisca un futuro fatto di coesione sociale, cultura, tutela dell’ambiente, dei diritti di cittadinanza e della partecipazione, della qualità della vita personale e pubblica dei cittadini, dell’interrelazione sociale. In quest’epoca caratterizzata da profonde e rapide trasformazioni del tessuto sociale, culturale, economico della nostra metropoli, Milano 2046  darà slancio a processi di condivisione delle responsabilità rispetto al futuro della città.

Numerose sono le città europee che hanno dato vita a indagini prospettiche a lungo termine per delineare il loro futuro ma inedito è l’inserimento dell’attività progettuale nella cornice degli indicatori del BES – Benessere Equo e Sostenibile. Il sistema BES, realizzato dall’Istat, definisce 12 domini tematici e 130 indicatori che valutano il progresso non soltanto dal punto di vista economico, ma anche sociale e ambientale.

Il laboratorio Milano 2046 intende raccogliere questa sfida. All’interno del set di indicatori BES, si approfondiranno dimensioni rilevanti per la città quali, ad esempio, la migrazione, il rapporto tra generazioni all’interno del ciclo di vita, la diffusione e l’accesso alla cultura, la qualità dell’ambiente e dei servizi, le principali variabili che determinano il benessere soggettivo e quello collettivo.

Si partirà con un’indagine realizzata secondo la metodologia Delphi, coinvolgendo un ampio campione rappresentativo della cittadinanza, composto da esperti, stakeholders ed esponenti della comunità. Verranno inoltre promosse iniziative volte al coinvolgimento attivo della società civile e dei portatori di interesse / titolari di diritti (es. università, associazioni, imprese), nella convinzione che siano loro, al di là delle rappresentanze politiche che si passeranno il testimone, a costituire l’architrave del processo di “produzione” del futuro che Milano 2046 intende innescare.

 

La regia pubblica del futuro

Le azioni realizzate dal laboratorio punteranno ad avere potere trasformativo, con l’ambizione di rendere permanente e costitutiva nella nostra città l’attività di progettazione del futuro.

Milano 2046 si prefigge di promuovere un’indagine che restituisca una comprensione profonda della città e delle sue periferie, dei suoi bisogni, delle aspettative, in un quadro che diventi alimento e sprone della pianificazione politica. Il territorio della nostra città è innervato di iniziative sorte spontaneamente le quali, ognuna a suo modo, contengono anche una visione prospettica orientata a benessere, sviluppo, sostenibilità. In assenza di una pianificazione e di una regia pubblica, tuttavia, il rischio è quello di una sovrabbondanza in alcune aree, o in relazione ad alcuni temi, e di un vuoto in altre.

L’ambizione è pertanto quella di restituire al Consiglio Comunale e alla città indicazioni e sollecitazioni utili per la progettazione di strategie di intervento e per il coordinamento delle iniziative esistenti, rendendo sempre più coerenti le politiche pubbliche con le dimensioni sociali fondamentali del benessere.

Nessuno, più e meglio della nostra città, può assumersi l’impegno di questa sfida, attivando e collegando le sue migliori risorse per progettare Milano come città del possibile.